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Salone del Libro 2025: Isabella Dalla Vecchia

Il libro di Isabella Dalla Vecchia, si chiama Format DNA, ed è diverso rispetto agli altri libri che ha scritto, questo libro l ha portato alla Fiera del Libro di Torino 2025. Nasce come saggista di archeo misteri, studio tradizioni, simbologie e leggende da anni, ha un sito che si chiama www.luoghimisteriosi.it. Ha scritto circa 17 saggi e un solo romanzo che è proprio questo quello che ha portato con lei. È in sostanza l’unico “maschio” in mezzo a decine di femmine. Isabella, ama tutti i suoi libri, ma questo è speciale proprio perché si differenzia dagli altri, nonostante abbia comunque un’anima saggistica. Contiene aspetti relativi a ricerche che ha svolto sull’origine dell’uomo sulla Terra, la sua ipotetica funzione, il perché di un DNA umano, ipotesi scoperte passo dopo passo dai protagonisti che, non a caso, hanno il nome di Adam ed Eva.

 

Una parte che per lei è particolarmente significativa del suo libro?

La parte più significativa riguarda ciò in cui fermamente credo e che viene via via svelato nella narrazione. L’essere umano, per via degli innumerevoli difetti, debolezze, difficoltà nell’adattamento sul pianeta, non può essere frutto solo dell’evoluzione naturale. In molti ormai affermano che deve esserci stato un intervento esterno, un’ipotesi che potrebbe essere avvalorata da diversi fattori, anche quelli più banali, come la difficoltà delle donne a partorire, la facile mortalità di parto (gli animali sono più “facilitati”), la debolezza protratta per molti anni per la sopravvivenza dei neonati, le malattie croniche umane, insomma se la natura favorisce la vita a discapito di ciò che sopravvive a malapena che tende a eliminare, perché allora ci ha imposto queste grosse e quasi insormontabili difficoltà? La risposta potrebbe giungere da ciò che è contenuto nel DNA di cui conosciamo solo una piccola parte, quella “codificante”, mentre la parte non conosciuta che fino a poco tempo fa portava il nome quasi dispregiativo di “DNA spazzatura”, conosciuto oggi come “non codificante” è ancora sconosciuta. Se per darci un corpo e un’identità è sufficiente la prima parte, allora perché abbiamo così tanto DNA apparentemente “vuoto”? E se dentro ci fosse “qualcosa”?

 

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Mi ha spinto l’ossessione che ho da quando sono nata per la ricerca dell’origine dell’umanità. Fin da piccola non riuscivo a trovare risposte nella semplice teoria dell’evoluzione che non poteva rispondere a diverse domande apparentemente banali, come ad esempio la misteriosa nascita delle grandi civiltà egizie, sumere, mesopotamiche. Perché l’uomo 60.000 anni fa ha iniziato a esprimersi con figure semplici ma anche più complesse tutt’oggi ancora inspiegabili? Come facevo i nostri antenati ad avere così tanta conoscenza? Con tutte le difficoltà che hanno dovuto affrontare, sono stati aiutati e indrottinati da qualcuno? Come sono nati i grandi miti del passato? Domande a cui in parte cerco di rispondere nei saggi che a volte richiedono dei “paletti” e, offrendo il romanzo maggiore libertà di espressione, ho voluto intraprendere questa strada.

 

Cosa si aspetta dalla partecipazione al Salone del libro 2025? 

Mi aspetto di far parte di un meraviglioso collettivo di scrittori che con la youcanprint sta avvenendo. Ho deciso di intraprendere per scelta un percorso solitamente “opposto” a quello dello scrittore che imbocca il self publishing come “trampolino di lancio” per passare poi alla casa editrice. Io ho invece iniziato a scrivere proprio con le case editrici, piccole, medie e grandi come la Sperling & Kupfer decidendo, dopo diverse pubblicazioni, di “mettermi in proprio” per gestire i libri a 360°. Ho sperimentato diverse pubblicazioni in varie piattaforme fino a trovare quella che ha tutto ciò di cui ho bisogno, la youcanprint.

 

Una canzone per lei importante per chiudere questa intervista per ERRE18? 

Il mio gruppo preferito sono i MUSE, con la loro filosofia oscura e intima incarnano i miei sentimenti. Il nome del gruppo richiama le muse, divinità delle arti figlie di Mnemosyne, la dea della memoria. È infatti attraverso l’arte che noi possiamo ricordare chi siamo, perché scrittura, poesia e disegno sono ispirazioni che arrivano dal luogo più nascosto della nostra anima, dal DNA “non codificante”. Inoltre, i popoli antichi, ci parlano attraverso le arti comunicandoci la loro sapienza. Amo ogni canzone dei Muse ma se proprio devo sceglierne una, giusto per rimanere in tema con l’argomento del libro, ti direi Apocalipse please.

E Apocalisse sia.

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